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25 aprile

La notte era chiara La luna un grande lume Eurialo e Niso uscirono Dal campo verso il fiume. E scesero dal monte Lo zaino sulle spalle Dovevan far saltare Il ponte a Serravalle. Eurialo era un fornaio E Niso uno studente Scapparono in montagna All'8 di settembre. (Gang - Eurialo e Niso) La costruzione situata appena fuori dal bosco dominava il sentiero, si trattava di un vecchia torre di guardia ormai diroccata, ma forniva una valida copertura dalle mitragliatrici dei tedeschi. Giovanni e Pietro si guardarono, avevano finito le munizioni dello sten e gli rimaneva solo un’ultima granata. Sbirciarono dalle mura e videro il cortile sottostante coperto dai corpi dei tedeschi e dei fascisti che erano riusciti ad abbattere, le truppe si erano poi allontanate tenendosi fuori dalla portata delle armi dei partigiani, ma erano arrivati altri soldati, troppi per affrontarli tutti. Di notte erano partiti per far saltare il ponte e bloccare la fuga delle truppe tedesche ormai allo sbando, l...

Abolizione del suffragio universale

 ANSA 2 giugno 2022 Il Parlamento ha approvato la modifica della Costituzione, il suffragio universale è abolito. La modifica è stata approvata velocemente con l’accordo di tutte le parti politiche che si sono accusate vicendevolmente di essere votate solo dagli “analfabeti funzionali”. D’ora in poi per potere votare bisognerà sostenere un esame di abilitazione della validità di 5 anni. Le piazze sono piene di una folla entusiasta della decisione. Anche il mercato ha accolto positivamente la notizia, la borsa di Milano è infatti in rialzo. Le uniche voci di dissenso si sono levate da gruppuscoli di estremisti provenienti dall’area anarchica, della sinistra extra parlamentare e dei centri sociali, fortunatamente le proteste sono state rapidamente sedate dall’intervento della polizia. ANSA 24 ottobre 2022 Dalle nuove elezioni, dopo l’instabilità che ha dominato il paese negli ultimi anni, è emersa finalmente una maggioranza chiara e solida. Il risultato è stato ottenuto grazie all’el...

Who's to blame?

So next time that you close your eyes and choose to shift the blame Remember you can save a life so really who's to blame?! (Sacred Reich - Who’s to blame?) Luca si ferma davanti alla saracinesca chiusa, da dietro proviene una musica flebile e un leggero vociare indistinto, si guarda attorno la strada è deserta, allora bussa ritmicamente. Toc! Toctoctoc! Toc! Dalla saracinesca si apre uno spioncino e due occhi lo fissano. “Speakeasy” sussura Luca e lo spioncino si richiude. Poco dopo si apre il portone del palazzo di fianco alla saracinesca, un uomo in giacca e cravatta si affaccia sulla strada e fa cenno di seguirlo. Luca entra e l’uomo, dopo avergli fatto segno di fare silenzio, lo accompagna nel cortile del palazzo fino a una porta da cui accedono al locale dietro la saracinesca. Luca si trova in un cocktail bar di quelli di lusso, il locale è affollato di gente seduta ai tavolini e al bancone, le luci sono soffuse e la musica è tenuta bassa, quando il vociare diventa troppo alt...

Remember Tomorrow - seconda parte

Unchain the colours before my eyes Yesterday's sorrows, tomorrow's white lies Scan the horizon, the clouds take me higher I shall return from out of the fire (Iron Maiden – Remember Tomorrow) Quando si sveglia al mattino Matteo allunga il braccio dall’altra parte del letto e lo trova vuoto, si gira e Federica non c’è più. Non solo, quella parte del letto è intonsa come se non ci avesse dormito nessuno. Matteo la chiama ma non c’è nessuna risposata. Si alza e la cerca, ma non c’è da nessuna parte, non può certo essere sparita, deve essersene andata senza dire niente. Ma perché?  Sul tavolo in soggiorno c’è ancora la bottiglia di liquore, ma con suo stupore Matteo vede solo un bicchiere. Sul comodino vicino l’ingresso ci sono le chiavi e la porta è chiusa, come ha fatto ad andarsene senza chiavi e richiudendo la porta?  Matteo è sconvolto, era sicuro che fosse quella giusta, ma nello stesso tempo è sorpreso di sé stesso, come può pensare questo di una appena conosciuta con cui h...

Remember Tomorrow - prima parte

Unchain the colours before my eyes Yesterday's sorrows, tomorrow's white lies Scan the horizon, the clouds take me higher I shall return from out of the fire (Iron Maiden – Remember Tomorrow) Matteo è seduto al suo posto abituale al bancone del suo pub preferito, il solito compagno di bevute non poteva venire ma Matteo non aveva voglia di passare la serata a casa da solo e così è venuto lo stesso. Sta bevendo la sua birra e scambiando due chiacchiere con Marchino, il barista, quando lei entra. La ragazza deve avere più o meno la sua età, è vestita di nero è alta circa un metro e settanta, minuta, dai lunghi capelli lisci e rossi e con gli occhi verdi. Matteo non può fare a meno di girarsi e guardarla, è splendida, ma soprattutto le ricorda qualcuno, come se l’avesse già vista, eppure è sicuro di non averla mai incontrata prima. Lei si guarda attorno, poi lo vede fissa gli occhi su di lui e sorride. Matteo normalmente si sentirebbe imbarazzato eppure non distoglie gli occhi, que...

Klobasa - seconda parte

 La prima parte del racconto la trovate qua  Quando aprirono gli occhi si trovarono all’interno di una stanza buia e senza finestre, faceva freddo e si sentiva il ronzio come di un motore. Un filo di luce filtrava dalla porta chiusa, uno strano odore dolciastro e acre riempiva l’aria, in un angolo della stanza scorsero delle strane ombre che pendevano dal soffitto. Erano confusi e storditi, con la testa che girava e ronzava e le gambe molli.  Dove si trovavano? E come erano finiti lì? L’ultima cosa che si ricordavano della sera precedente era che l’oste, dopo che avevano terminato la becherovka, gli aveva portato una serie di liquori fatti in casa. Avevano bevuto tanto, ma non così tanto da non ricordarsi cosa fosse successo, cosa era quello che avevano bevuto? Che cosa era accaduto quella notte? Non avevano più niente con sé, chiavi, cellulari e portafogli gli erano stati tolti e presi dal panico non sapevano cosa fare. All’improvviso si aprì la porta, fuori ormai era gi...

Klobasa - prima parte

 Il paese, sperduto nelle campagne della Repubblica Ceca, era piccolo e sporco, le case vecchie e decadenti si alternavano a grossi palazzi grigi residui dell’epoca sovietica.  L’auto si fermò di fronte a una casa di tre piani in condizioni decisamente migliori rispetto al resto delle abitazioni, con un piccolo cortile e un giardino. Dall’auto uscirono cinque ragazzi dai capelli lunghi, indossavano giubbotti di pelle pieni di spille e toppe con improbabili loghi di band metal. Davanti all’uscio li aspettava un giovane ben vestito e dal sorriso smagliante, si scostò un ciuffo di capelli biondi dagli occhi azzurri e li salutò. “Super! Super! Ben arrivati” disse in un italiano un po’ incerto, ma corretto. I ragazzi gli andarono incontro salutandolo “Tomàs?” “Sì, sì” rispose sempre sorridendo. Strinse la mano a tutti e li accompagnò in casa illustrandogli, questa volta in inglese, l’alloggio dove avrebbero soggiornato nei prossimi giorni. C’era un festival metal che si svolgeva in...